
Come fermare Israele e il governo di Netanyahu, che non risponde ad alcun diritto internazionale, applica un genocidio, e non ha più alcuna garanzia di “stato di diritto”, avendo approvato una legge che condanna alla pena di morte i palestinesi accusati di terrorismo?
Il governo di Netanyahu ha inoltre attaccato l’Iran, assieme al governo Usa di Trump, e ha ripreso la sua offensiva in Libano, destabilizzando ulteriormente l’area mediorientale.
Ma come se non bastasse non c’è solo questo. L’avanzata dell’esercito israeliano nella striscia di Gaza e in Cisgiordania prosegue senza sosta, e nonostante ci sia un accordo di ritiro delle truppe israeliane, la “linea gialla” di demarcazione si sposta più sulla costa, schiacciando i palestinesi verso il mare. E’ chiaro l’intento d’Israele. Annientare il popolo palestinese.
E’ di questi giorni il sequestro di parte della seconda spedizione della Global Sumud Flotilla, fermata illegalmente dalle forze armate israeliane a 600 miglia dalle coste di Gaza, in acque internazionali. La spedizione ha come obiettivo quello di portare aiuti umanitari per la ricostruzione a Gaza e in Palestina e di portare all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale i crimini e il genocidio di Israele nei confronti del popolo palestinese.
Ho posto qualche domanda a Viviana Guarini, portavoce pugliese della spedizione Global Sumud Flotilla.
Cos’è successo la sera del 29 aprile scorso?
Nella notte tra il 29 e il 30 aprile, circa 22 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono state sequestrate dalla marina militare israeliana a oltre 600 miglia nautiche da Gaza, in acque internazionali. 175 attivisti sono stati sequestrati illegalmente da Israele, hanno subito per oltre 40 ore violenze, sono stati costretti a inginocchiarsi e sono stati trascinati per terra, sono stati privati di acqua e cibo e sono stati anche picchiati. 34 di loro sono finiti in ospedale con tumefazioni, costole rotte, nasi fratturati. Tra di loro 3 sono italiani. Dopo le proteste che si sono sollevate stato in Italia e nel mondo – la Global Sumud Flotilla è composta da attivisti di 56 paesi del mondo – 173 sono stati rilasciati. Due, Saif Abushek e Thiago Avila, sono ancora detenuti da Israele.
C’è preoccupazione per i due attivisti ancora detenuti da Israele. Che notizie puoi darci?
Le notizie che ci giungono sono molto preoccupanti. Sia dalle immagini che ci arrivano sia da quanto ci riferiscono i loro avvocati, sappiamo che la loro detenzione illegale è stata prolungata di altri 5 giorni e stanno subendo violenze e torture. I due attivisti stanno anche protestando con uno sciopero della fame, per cui c’è preoccupazione per le loro condizioni. L’accusa senza alcuna prova che viene mossa nei loro confronti da parte di Israele è quella di associazione terroristica. In particolare, Saif è palestinese, con cittadinanza spagnola, e in Israele è stata appena approvata la legge che prevede la pena di morte per i cittadini palestinesi accusati di terrorismo, e questo desta ulteriore preoccupazione. Thiago è invece uno degli attivisti della Global Sumud Flotilla che più si è impegnato nel corso degli ultimi anni per denunciare le violenze di Israele. In ultimo, come se non bastasse, è notizia di oggi la morte della madre di Thiago Avila e che il presidente brasiliano Lula ha chiesto il rilascio di Thiago per partecipare ai funerali della madre.
Dalla sera del 29 aprile si è sviluppata un’importante mobilitazione per le piazze e le strade d’Italia. Fino a quando proseguiranno?
Dal 29 aprile in Italia, in Europa e in molte piazze nel mondo si è sviluppata una grande mobilitazione. Anche a Bari c’è un presidio permanente davanti al teatro Petruzzelli che in questi giorni si sposterà in via Sparano, davanti alla chiesa di San Ferdinando. La mobilitazione continuerà fino a quando Thiago e Saif non verranno rilasciati. La Global Sumud Flotilla porta avanti una missione umanitaria che è avallata dalla nostra giurisdizione internazionale ed europea. Il blocco navale di Israele è dunque del tutto illegale. La nostra battaglia continuerà fino a quando i governi, in particolare quello italiano, e quelli europei, non romperanno qualsiasi rapporto militare ed economico con Israele.